mercoledì 13 marzo 2013

"Di cose giuste e di cose ingiuste", l'ultima fatica letteraria di Borla

Carissimi lettori buon mercoledì!!
Siamo già a metà settimana e la stanchezza inizia a farsi sentire ed io voglio alleviarvela con questo nuovo romanzo scritto da un autore giovanissimo.
Si tratta del libro "Di cose giuste e di cose ingiuste", scritto da Andrea Borla, ed edito dall'Ass. Culturale Il Foglio.
Ho conosciuto lo scrittore, lo scorso giovedì 7 marzo, alla presentazione di questo romanzo e devo dirvi che mi ha davvero incuriosito sia la trama, che le riflessioni psicologiche che gli autori sono portati a fare.


Di seguito potrete leggere una breve sinossi:
"Federico Lombardi vive solo con il figlio. Da alcuni anni è stato abbandonato dalla moglie, fuggita dopo la nascita di Claudio, un bambino portatore di handicap. La porta di casa Lombardi si apre per accogliere molte persone: Federico va avanti grazie alla solidarietà di quelli che raggruppa nella categoria "lo psicologo, le assistenti sociali, un paio di parrocchiane devote, i miei, gli amici dei miei, i miei amici, i ficcanaso, gli sciacalli, le anime in pena per gli altri". Eppure, quando dalla porta è Daniela a entrare, le cose cambiano velocemente. La bibliotecaria trascorre due pomeriggi alla settimana a leggere per Claudio. È dubbiosa, ma accetta ugualmente l'incarico nonostante la ritrosia a essere messa sotto i riflettori e la costante incertezza che la accompagna a ogni passo. Non immagina quanto quell'esperienza la muterà nel profondo e quali reazioni scatenerà in lei..."

Quando ho letto il libro, la figura di Daniela, una donna molto chiusa e con la difficoltà di prendersi delle incombenze e responsabilità, mi ha subito affascinata. Non è facile regalare ai personaggi un carattere e Borla c'è riuscito, dando loro il giusto spessore.
Daniela è evanescente, fidanzata con un uomo conosciuto in chat e che non vedrà mai. Si sentiranno, si scriveranno e si manderanno fotografie. Solo in questa maniera, lei conoscerà il fidanzato.
Un'altra cosa che mi ha fatto molto riflettere è il fatto che del bambino portatore di handicap non vi sia mai alcuna descrizione. Viene semplicemente menzionato, facendo capire che fa parte della storia, ma null'altro.
Parallelamente alla storia principale se ne sviluppano altre con personaggi secondari. Queste altre vicende coinvolgono i protagonisti, che però non sono a conoscenza di ciò che succede altrove.

"Tutti i personaggi del libro non sono immacolati, né eroi. Sono umani e come tali compiono talvolta scelte sbagliate o giuste che li porteranno a percorrere strade diverse. È un libro molto psicologico, fatto di riflessioni, opere, omissioni e parole. Un romanzo che ripercorre e scandaglia i dubbi e i pensieri dell’animo umano, portando il lettore a riflettere sulle scelte operate nella vita.Andrea Borla un giovane scrittore, ma con la capacità e la passione dei grandi.
Il progetto futuro, che lo vedrà direttamente coinvolto, riguarda la creazione di una collana di cinque  romanzi. Il filone in comune fra tutti i libri sarà l’indagine delle caratteristiche dell’animo e dell’identità dell’uomo." ( articolo del settimanale "La Nuova Voce")

Faccio i complimenti all'autore per la bravura nello scrivere un romanzo così introspettivo e psicologico.
Consiglio a tutti di leggere questo romanzo poichè, oltre ad essere molto scorrevole, è anche un giusto spunto per ognuno di riflessione riguardo le scelte e le strade intraprese.

 

2 commenti:

  1. Calli tesoro un piccolo premietto per il tuo blog http://themydiarysecret.blogspot.it/2013/03/arward-liebster.html

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